Bologna come non l’hai mai vista

Bologna come non l’hai mai vista

Dopo quasi 8 anni di assenza una nuova esposizione delle foto di Chirurgia visiva. L’idea è nata proprio dall’intento di ripescare un progetto (non andato in porto) risalente al 2017.

Bologna come non l’hai mai vista era proprio il tema e il nome di quel progetto embrionale che aveva come intento la narrazione di una Bologna insolita attraverso i suoi personaggi nati da una prospettiva ludico-fotografica di pareidolia. 

L’esposizione ha avuto luogo dal 12 al 16 dicembre 2025 presso la galleria Il Punto in via San Felice 11/A a Bologna.

Bologna come non l’hai mai vista è una favola di personaggi che costellano la nostra città giorno dopo giorno.

Figure antropomorfe che sembrano più vive e vivide di molti esseri umani.

L’esposizione nasce da uno spicchio del mondo della Chirurgia visiva, progetto fotografico di pareidolia nato nel 2014.

Alla scoperta dell’espressività apparentemente celata di queste identità sorte da un curioso sguardo fanciullesco condiviso.

Vedere per credere.

O credere per vedere?

Il Bacio. Gli amanti della domenica mattina. Bologna 2025

 

L’ideazione della mostra parte da un nucleo di tre foto di quel 2017 per allargarsi e ampliarsi a personaggi nati dalle più disparate scoperte: dagli oggetti, dai dettagli, dalle architetture, dai cibi, da elementi meccanici, ecc.

In totale sono state esposte 32 immagini di varie dimensioni stampate su carta patinata e posizionate su cartoncini neri con la funzione di cornici; tale scelta è stata fatta per una fruizione agevole, in quanto la carta fotografica e i quadri con vetro creano sempre molteplici problemi di riflessi, con conseguenti disagi estetici.

Di seguito il mio assistente ufficiale:

Tommaso D’Aquilino, Bologna come non l’hai mai vista, 2025. Foto di Michela Weigert

 

Nella scelta espositiva ha avuto un peso pure la modalità propositiva perché non volevo distribuire le foto in modo classico e standardizzato, ma ho scelto di stampare i personaggi in diverse dimensioni per giocare con la disposizione dei lavori, così da creare delle geometrie narrative che ammiccavano all’estetica del Costruttivismo e del Bauhaus.

Eccone una testimonianza dall’occhio di Stefano Caria.

Bologna come non l’hai mai vista, parete ovest, 2025. Foto di Stefano Caria.

 

L’aspetto estremamente interessante di questo tipo di fotografia non si basa tanto sulla qualità compositiva o sull’utilizzo di supporti pregiati alla ricerca di specifiche rese delle stampe, ma piuttosto su un intento giocoso e stimolante, soprattutto descritto dalle identità affibbiate di volta in volta a queste espressioni scoperte in ogni dove.

Per esempio, qui sotto nella foto di Fabio Speciale si possono vedere a sinistra Romoletto Blasferin (detto anche l’imprecator dei sette cieli), il quale sta imprecando buttando gli occhi al cielo, mentre a destra si intravede Ambrogio Frogar, detto anche Rospognan (Il rospo esploratore delle serrature bolognesi).

La didascalia che fornisco di volta in volta, la quale contiene l’identità (e a volte il soprannome) dei personaggi fotografati dà una chiave di lettura e un indirizzo su quello che vedo in queste scoperte, ma ognuno di noi può ricavarne quello che vuole, a seconda del proprio immaginario.

Foto di Fabio Speciale. Bologna 2025

 

Ho avuto anche il piacere e la fortuna di riuscire a raccontare questa esperienza alla telecamera di Roberto Cerè che ne ha ricavato una bella narrazione inserita in un articolo della rivista on line da lui curata: Millecolline

 

Qui sotto il link per vedere una carrellata di personaggi inseriti nell’articolo:
⇒ Bologna come non l’hai mai vista

All’interno dello spazio espositivo ho lasciato altresì una cornice bianca utilizzabile dalle persone che volessero interagire con i personaggi in mostra. La proposta consisteva nel farsi una foto assieme a uno di loro, magari pure imitandone la mimica, creando così un dialogo buffo e stimolante.

Di seguito una carrellata dall’occhio di Stefano Caria.

E una ulteriore panoramica delle interazioni di quei giorni. 

Sopra un cubo all’interno della sala c’era pure un catalogo consultabile con all’interno molte Chirurgie visive risalenti a svariati anni fa scattate anche in altre città.

Il titolo del catalogo è “Mondi lontanissimi“.

 

Una foto di Stefano Caria durante una consultazione ne lascia traccia in questa narrazione.

Bologna come non l’hai mai vista, Bologna 2025, Stefano Caria

 

Per dare la possibilità di portare con sé un pezzetto di questo mondo in un angolo della sala c’era una postazione con stampe acquistabili in versione più piccola di molti personaggi; molti più di quelli esposti. 

Eccone uno scorcio sempre da Stefano Caria.

Bologna come non l’hai mai vista, Bologna 2025, Stefano Caria

 

Dopo questa panoramica inerente il tema e i lavori esposti va ricordato che il sabato 13 dicembre ci sono stati degli eventi in concomitanza all’esposizione. Una giornata ancora più densa dell’inaugurazione.

Dalle 17.30 la serata si è aperta con una lettura di poesie di Serena Vestene, arrivata da Verona con i suoi versi sugli innumerevoli Io.
Ecco il video che documenta il suo contributo, creato sempre da Roberto Cerè e caricato sul canale Youtube di Millecolline.

 

Dopo l’intervento di Serena ho avuto l’onore di avere ospite Gian Paolo Roffi, amico e poeta totale di Bologna, il quale ha creato una performance di Poesia sonora interattiva mirata per questo progetto espositivo. Nella prima parte ci ha invitato a interagire con le foto esposte attraverso delle vignette da lui distribuite ai presenti. A questa fase è seguito il suo intervento, il quale ha ampliato l’esposizione dando voce ai personaggi che ci circondavano nella galleria Il Punto.

Anche qui abbiamo un videoclip di Roberto Cerè.

 

La chiusura della serata è stata affidata al compagno di viaggio Alvise Lecce che ci ha guidato al sabato sera con la sua musica, già conosciuta in altre occasione poetiche qui a Bologna. Un grande classico.

L’ulteriore videoclip da Millecolline.

 

La narrazione del sabato con i suoi eventi merita anche la bella documentazione fatta da Fabio Speciale. Momenti impressi oltre l’obiettivo di quel giorno.

E pure i memorabili fraseggi visivi di Ylenia Borgonovo non potevano mancare:

Una bella e densa esperienza, seppur di breve durata, ha pervaso la via San Felice. Un ottimo modo per rivivere e condividere un progetto che mi accompagna da parecchi anni. Nell’attesa di vederlo tornare presto tra le vie della nostra curiosità.

E intanto ecco qualche altro personaggio di quelle Chirurgie visive di fine anno. 

Mal Dei Pighi, lo spettro dei monumenti emiliani. Bologna come non l’hai mai vista, 2025. Foto di Stefano Caria
Sante Stefanin, Bologna come non l’hai mai vista, 2025. Foto di Stefano Caria
L’urlo di Pepperunch (con al fianco la vignetta di Roffi), Bologna come non l’hai mai vista, 2025. Foto di Michela Weigert
Alberto Forbic (con vignetta di Roffi), Bologna come non l’hai mai vista, 2025. Foto di Michela Weigert
Bohsferatu in primo piano, Bologna come non l’hai mai vista, 2025. Foto di Michela Weigert

Ma la vera domanda era e rimane:
Chi guarda chi?

Bologna come non l’hai mai vista, Bologna 2025. Foto di Stefano Caria

 

Alla prossima puntata.

E per non perdere gli appuntamenti di questo magico mondo segui le Visioni chirugiche del martedì su questo sito e gli hashtag:

#chirurgiavisiva #pareidolia #visionechirurgicadelgiorno

Ma Rea

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