Quante volte in questi tempi di iperconnettività mettiamo pezzi della nostra vita in comune con sconosciuti, anzi con pezzi di mondo chiamati piattaforme, senza avere ben chiaro che quelle parole e/o immagini andranno in pasto a persone e aziende di cui non sappiamo nemmeno l’esistenza?
Quanta consapevolezza c’è davvero in questa pratica di “apertura” della propria vita privata? Non sarà forse il caso di aggiustare il tiro di questa nuova abitudine nata negli ultimi vent’anni?
Anche in questo ambito i cartelli dei Consigli per gli altruisti hanno il loro codice urbano errante da offrire e attraverso cui pungolare la nostra cultura odierna. Uno spiazzamento segnaletico che parla di noi e di quello che siamo.
Reportage fornito dal Servizio Meteo Alternativo dello Stendiversomio (S.M.A.S.)
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