Manifesti di strada per piccole pecorelle smarrite. Pungoli clandestini ad alta densità esortativa.
Spesso la dinamica di gruppo porta le persone a trasformare il proprio atteggiamento e a diventare quasi irriconoscibili rispetto all’idea di loro che ci si era fatti in precedenza. Quanto e come siamo coinvolti in situazioni simili? A quali giovamenti e controindicazioni può portare il bisogno di uniformarsi?
In questo manifesto la provocazione risiede nell’utilizzo del termine branco, il quale rimanda ad atteggiamenti aggressivi e di scarsa lucidità ed è a sua volta accostato all’immagine delle pecore: la metafora è facilmente visibile a un occhio esterno ma raramente dall’interno, se non nei casi in cui ci sia la consapevolezza di una azione pilotata e mascherata a tavolino. L’invito è di non aderire alle dinamiche deleterie del branco, ben diverse dalle azioni collettive e cooperative, le quali hanno ben altre indispensabili funzioni e senso. Alla base di questo messaggio emerge il bisogno di un mondo in cui ognuno di noi scopra se stesso attraverso un percorso più individuale e introspettivo. È sicuramente un punto di vista parziale e forse una velleità, in quanto la scoperta del proprio Io è imprescindibile dal proprio gruppo di appartenenza, ma l’invito resta valido e con una sua forza propulsiva:
“Impara ad essere te stesso senza il bisogno di uniformarti“
La segnaletica urbana dei Consigli per gli altruisti continua a popolare le nostre strade e a mescolare le carte della comunicazione contemporanea di cui siamo circondati.
L’intervento in foto è comparso di recente nelle vie del centro di Torino.
Reportage fornito dal Servizio Meteo Alternativo dello Stendiversomio (S.M.A.S.)
Segui gli articoli del blog, i post dei social network e cerca le parole chiave:
#consigliperglialtruisti #stendiversomio #poesiaerrante