Per festeggiare i dodici anni di Poesia errante (1 maggio 2026) questa volta ho messo in piedi una mostra che ha lanciato ufficialmente il progetto ORFANOTROFIO POLITICO. L’evento ha avuto luogo presso la Galleria Il Punto in via San Felice 11A a Bologna.
Incontri ravvicinati di un certo tipo è l’esposizione che ha proposto l’incontro effettivo con questo mondo, con il sottoscritto, ma soprattutto con l’Antropocorno, quest’ultimo vero protagonista del progetto e della mostra. Per l’occasione la sala è stata trasformata in uno straordinario seggio elettor-e-ale arredata con tanto di cabina, urna, tavolo e schede elettor-e-ali.
Ecco la segnaletica introduttiva in galleria:

L’ORFANOTROFIO POLITICO è un progetto che comprende un libro e una declinazione urbana fatta di poster che finiranno affissi lungo le vie delle nostre città, ovvero manifesti politici che hanno lo scopo di disorientare e pungolare le persone, ma che al contempo rappresentano il desiderio di riappropriarsi di un modo nuovo e diverso di fare politica.
Esposti alle pareti della galleria si sono potuti incontrare 12 manifesti politici con l’Antropocorno in varie pose ad accompagnare i relativi testi; queste 12 declinazioni sono i Rappresentanti già in carica dell’Orfanotrofio politico, cioè manifesti progettati con versi non presenti nel libro, qui inaugurati e destinati alla strada.
In aggiunta a questi poster se ne sono potuti scegliere altri attraverso vere e proprie elezioni.
Una scheda elettor-e-ale e la lista dei candidati vi può dare qualche chiarimento in più:


In questo caso i testi scelti provenivano dal libro ed erano abbinati agli antropocorni in nuove declinazioni, consultabili direttamente nella lista dei candidati; i 3 con maggiori preferenze sono diventati anch’essi dei manifesti di strada andando a rimpinguare le fila dei Rappresentanti già in carica. Un totale di 15 poster urbani che da questa esposizione sono stati ufficializzati.
Ecco il link dell’articolo per vedere i risultati dello spoglio del 4 maggio:
I 3 vincitori delle elezioni straordinarie dell’ORFANOTROFIO POLITICO.
Il verbale del 4 maggio 2026:

Attorno alla cabina elettor-e-ale erano posizionati diversi manifesti che avevano la funzione di spiegare come era organizzata l’esposizione, chi è l’Antropocorno, la lista dei candidati e le regole previste (ben diverse da quelle conosciute); queste comprendevano la possibilità di entrare accompagnati o in gruppo, l’invito a scrivere su una parete (su un poster che funge da libro degli ospiti), la possibilità di secondo voto per i sostenitori diretti del progetto che hanno acquistato un libro o un manifesto, ecc.
All’interno della cabina c’erano altri cartelloni e possibilità di interazione, oltre a una parete piena di manifesti dei Consigli per gli altruisti sul mondo della politica. Ecco quelche esempio:



Dopo questa corposa introduzione diventa fondamentale scoprire qualche manifesto tra quelli esposti, così da entrare in contatto diretto con l’intento del progetto:


Un piccolo videoclip caricato sul canale Youtube TeleMaRea ci permette di vedere una panoramica di tutti i rappresentanti esposti.
La realizzazione audiovisiva è del sodale Roberto Albini.
I quattro giorni sono stati arricchiti da preziose iniziative tenute da compagni di viaggio vecchi e nuovi; per rinfrescare la memoria sugli eventi accaduti clicca di seguito:
⇒ INCONTRI RAVVICINATI DI UN CERTO TIPO
A questo punto diventa indispensabile documentare ciò che è accaduto attraverso l’obiettivo di chi sa come orientarlo.
La carrellata a seguire è di Fabio Speciale e ritrae diversi momenti distribuiti tra il 30 aprile e il 3 maggio:
Altra importante documentazione ci arriva dallo storico sodale Luca Donati:
Ulteriori testimonianze fotografiche arrivano da Enzo Correnti:
Arrivati a questo punto rimane il racconto importante di una nuova installazione: Beati gli utili.
Questo lavoro non appartiene al progetto Orfanotrofio politico, ma immerso in galleria ha innescato un fertile dialogo tematico ed espressivo con i manifesti esposti.
L’idea di fondo è quella di un rovesciamento del famoso detto popolare “Beati gli ultimi che saranno i primi”, rivelando e al contempo denunciando la cultura in cui siamo immersi, la quale ti intrappola nella sua rete.
L’installazione è rappresentata da una rete da pesca che cattura chi aderisce a questo mondo e il motto rovesciato è scritto con banconote marchiate “Fuck simile”, le quali dichiarano quanto siano pronte a fotterci. Un sistema studiato a tavolino che ci imbriglia dentro una mentalità che non lascia scampo.
Il resto lo lascio dire all’impatto dell’effetto visivo
A seguire due foto di Michela Weigert e la didascalia ravvicinata.



Il dodicesimo compleanno della Poesia errante è stato festeggiato a dovere e questo promettente progetto inizia a farsi largo anche per le nostre strade. Fate attenzione a dove siete e guardatevi attorno.


Evidenzio che il notevole risultato di questi cinque giorni è frutto di un importante lavoro di gruppo, la cui organizzazione e realizzazione è risultata efficace grazie al sostegno di Ylenia Borgonovo, la creazione della cabina elettorale è avvenuta con il contributo di Andrea Aldrovandi, la documentazione fotografica di Fabio Speciale e Luca Donati. Aggiungo il sostegno di Cinzia Corda la quale ha documentato vari momenti della mostra.
Infine, un grande valore aggiunto deriva dalla partecipazione di tutti gli ospiti che hanno arricchito le varie serate: Enza Vitamia, i Duopposti (Ylenia Borgonovo e Ivan Galli), Enzo Correnti, Serena Vestene, Roberto Batisti, Giovanni Fantomars e il Top Bar trio (Alvise Lecce, Gianluca Caselli e Giovanni Savino).
Detto ciò, non mi resta che consigliare di seguire anche gli articoli del blog, i post dei social network e di cercare le parole chiave:
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P.s.
Ricordo la possibilità di acquistare il libro cliccando sul link seguente:
⇒ ORFANOTROFIO POLITICO