L'osservatore discreto

 

 

 

Progetto fotografico
con cui estrapolo
immagini oniriche dalla realtà.
Uno stimolo
alla nostra capacità d’osservazione.

Il mondo è molto più popolato
di quanto noi pensiamo
e Chirurgia visiva ne è testimone.

E voi?

Vedere per credere.
O credere per vedere?

 

 

 


 

 

 

 

 

Chirurgia visiva è pareidolia allo stato puro. Un distillato di personaggi o situazioni surreali che ci circondano e a cui cerco di dar risalto.

Il numero di foto caricate è puramente indicativo

 

 

Visioni sparse dal 2016

 

Spesso, guardandomi attorno vedo oggetti molto più vivi di tanti esseri umani.

Dalle cose, se osservate nel modo opportuno, possiamo intravedere noi stess* e le possibilità espressive di cui siamo dotat*.
Ecco che la pareidolia diviene uno studio delle espressioni emotive e del linguaggio extra verbale.
Uno squarcio fotografico che ci svela una vitalità celata ai nostri occhi.
Questa è Chirurgia visiva.

 

Dal ’16 inizio a fare una moltitudine di scatti ad ogni singolo soggetto, immortalandolo da vari punti di vista. Oramai l’archivio di Chirurgia visiva è incontrollabile. La quantità e le qualità espressive degli oggetti hanno preso il sopravvento sui miei scatti e ora hanno assunto un’importanza espressiva fondamentale in tutta la mia produzione. 

 

 

 


 

 

 

Chirurgie sparse dal 2015

 

Da quest’anno la quantità di foto aumenta esponenzialmente e inizio a dare al progetto una sistematicità e una progettualità sempre maggiore.

A settembre decido anche di esporre per la prima volta un discreto numero di foto all’esposizione ”Saluti” di Ferrara.

 

 

 


 

 

 

Le prime chirurgie del 2014

 

È in quest’anno che nascono i primi esperimenti di questo progetto fotografico.

Nell’estate inizio a fare foto ai miei occhiali arancio-blu posizionati in modo piuttosto buffo su oggetti di qualsiasi tipo. Da lì il passo è breve verso la ricerca dei volti presenti negli oggetti. Da quel momento, e con sempre maggiore frequenza, gli ”incontri” aumentano a dismisura fino a diventare una costante e ad acquisire una crescente dignità espressiva del mio mondo.

 

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